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Come cucinare il tofu e quale comprare

Lo spoiler di questo post sul tofu ha scatenato grandi entusiasmo.

Gente che mi ferma alla macchinetta del caffè, che mi whatzappa, che mi dice “sto aspettando che me lo spieghi, questo tofu”.

Il tofu sembra un po’ un nodo gordiano: se lo sciogli allora questa cosa del cibo sano l’hai capita.

Ora te lo spiego, partiamo dall’inizio.

Di cosa è fatto il tofu?

Non di formaggio, così lo chiariamo subito.

Il tofu è una preparazione a base di latte di soia che viene fatto cagliare. Si, come il formaggio.

Come il formaggio, sulla base del tipo di caglio usato può avere consistenze e sapori diversi. Il caglio per il tofu può essere cloruro di calcio o di magnesio, due tipi di sali insapori.

Il tofu una volta cagliato viene pressato, confezionato e per i più coraggiosi (di cui io non faccio parte) anche lasciato stagionare.

Si, perchè in base alla sua preparazione, esattamente come certi formaggi fetecchi, anche il tofu può puzzare. E mi dicono anche tanto.

In questo caso si parla di tofu fermentato, un alimento piuttosto difficile da trovare nei nostri negozio e supermercati.

Quello che più comunemente troviamo nei banchi del fresco al supermercato o nei negozi di alimenti bio, è il tofu cagliato con il cloruro di magnesio, che ha una consistenza morbida e nessun odore strano.

Nei negozi etnici o nei supermercati di alimenti biologici particolarmente forniti è possibile trovare anche il silky tofu, un tipo di tofu dalla consistenza delicata che si frulla con facilità, adatto alle preparazioni dolci.

Ed ora, la domanda a cui tutti cercano una risposta.

Che gusto ha il tofu?

Mi sento di dover essere chiara su questo punto. Nonostante il mio amore per il tofu, alimento che mi salva il pranzo e anche spesso la cena, devo dire che non sa di granchè.

Il tofu sa di latte di soia, ha quindi un blando sapore di fagioli.

Perchè mangiarlo?

Intanto perchè il tofu è ricco di proteine e povero di grassi, quindi si presta per bilanciare un piatto e dargli l’apporto proteico che gli manca.

E poi è una tela bianca (al gusto di fagiolo) su cui ti puoi sbizzarrire con abbinamenti!

Il tofu è una specie di spugna, acquista il sapore di quello con cui lo metti a contatto.

Per questo si presta alle marinature e agli stufati speziati.

Lasciandolo cuocere insieme ad altri ingredienti ne assorbirà il sapore dando consistenza (e proteine) alla tua preparazione.

Quindi, ricapitoliamo.

Come cucinare il tofu?

Marinato: scegli una marinatura facilmente assorbibile e lascia il tuo panetto già tagliato a pezzi, in ammollo. Dopo puoi decidere di cuocerlo insieme ad altri ingredienti o mangiarlo insieme ad insalata o verdure, oppure a cereali.

Stufato: taglia il tofu a pezzi e aggiungilo a verdure che stai facendo cuocere con del liquido. Il brodo vegetale che si creerà sarà assorbito dal tofu e acquisterà sapore.

Stapazzato: taglia il tofu a pezzi e poi schiaccialo con una forchetta. Assumerà una consistenza friabile e potrai saltarlo in padella con uno spicchio d’aglio e delle spezie, usarlo come base per delle polpette o, insieme ad una passata di pomodoro, per preparare un sugo per una pasta.

Al naturale: il gusto del tofu è delicato e se abbassi le aspettative, niente di vieta di mangiarlo così com’è. Certo, insieme ad altro è più gustoso, ma anche così com’è con un pizzico di sale, pepe e un filo d’olio è largamente commestibile!

Quale comprare?

Inizia a comprare del tofu semplice in panetti, meglio se bio.

La coltivazione della soia non è nota per essere etica. Proviamoci almeno comprando biologico. Si trova ormai in tutti i supermercati.

Se non lo hai mai provato prima e cerchi un approccio light, ti consiglio di provare il tofu aromatizzato con olive, pomodori o altri ingredienti che ti aiuteranno a superare le tue più incosce resistenze.

Direi che sul tofu ho esaurito gli argomenti. Ti saluto con una ricetta facile con cui iniziare, Tofu alla Paprika con Zucca Saltata.

Fammi sapere se ti è piaciuta!

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